Sul nostro agire più che sul semplice votare

MercoledISF_TrivellazioniTra qualche giorno c’è un referendum su cui molto si è detto e si dice, noi di ISF Bari siamo convinti che esprimere il proprio voto in maniera consapevole sia tanto un dovere quanto un diritto. Riteniamo che ognuno di noi abbia i mezzi per rielaborare i dati, ma molto spesso questi sono difficilmente reperibili ed interpretabili. Per questa ragione abbiamo intrapreso un percorso di formazione e confronto, ormai quasi un anno fa, con l’intento di fornire a tutti gli strumenti e gli stimoli necessari nel crearsi una propria consapevolezza. A Giungo 2015, con un assemblea pubblica nell’atrio del politecnico di Bari, assieme al prof. Alessandro Reina e agli esponenti del movimento No Triv – Terra di Bari, abbiamo invitato studenti e interessati a confrontarsi in maniera quanto più  orizzontale possibile. A Novembre 2015, con la prof.ssa Albina Colella ed l’ing. Maurizio Vaccaro, con una lezione, all’interno del corso di cooperazione, incentrata sugli impatti ambientali del petrolio e sulle risorse energetiche rinnovabili. La settimana scorsa, coinvolti da Silvio Giannini, un giovane regista pugliese, con la proiezione riservata agli studenti universitari del suo documentario, Petrolio, con l’intento di stimolare una riflessione critica sull’utilizzo degli idrocarburi.

Quello che resta, oggi, frutto di questo percorso è certamente la necessità di ripensare al modello di consumo e  di produzione attuali. Le conoscenze scientifiche, le soluzioni tecnologiche già in uso per la produzione distribuita, le numerose ricerche nel settore ci permettono di affermare che questo è quanto mai fattibile.

Produzioni accentrate legate al petrolio, al carbone o al nucleare non sono più l’unico orizzonte possibile. Dalla progettazione degli edifici, alla gestione intelligente delle città, allo sviluppo di sistemi distribuiti di produzione, le alternative sono molte ed è possibile agire in direzione di un modello diversificato.

E’ dunque su questo che un governo responsabile e lungimirante dovrebbe investire: l’incentivo a soluzioni passive e di risparmio energetico,  la diffusione delle tecniche di produzione distribuita gestite dalle famiglie, la ricerca e la formazione universitaria dei tecnici verso soluzioni innovative.

Sappiamo che il quesito referendario ha una portata molto limitata in relazione a tutto ciò e che saremo chiamati a decidere solo sulla durata dei titoli già rilasciati entro le 12 miglia, però sentiamo sia giusto condividere con voi queste riflessioni su una tematica così vasta e complessa com’è quella dell’energia, di cui se ne sta straparlando in questi giorni, sicuri che ci ci abbia seguito in questi appuntamenti avrà maturato una propria conoscenza con cui votare in maniera consapevole.