Progetto Socrate

Autorecupero Socrate: un’altra Casa è possibile!

Il progetto “Socrate” nasce nel 2011 come un percorso di condivisione tra la Comunità dei migranti che risiede presso l’“ex Liceo Socrate” e l’associazione “Ingegneria Senza Frontiere – Bari”, con il supporto del collettivo “Rivoltiamo la Precarietà Bari”.

È nato così un percorso partecipato, divenuto oggi la proposta per un cantiere sperimentale di autorecupero parziale e assistito dell’edificio, che mira a:

  1. favorire l’integrazione tra la Comunità ed il resto del tessuto sociale urbano;
  2. garantire il diritto ad un’abitazione propria e dignitosa per soggetti deboli e con difficoltà economiche;
  3. promuovere l’autorecupero di una struttura pubblica dismessa, attraverso l’applicazione di tecnologie compatibili con l’ambiente e in cui siano gli stessi abitanti della struttura a partecipare attivamente alla sua ristrutturazione;
  4. facilitare l’acquisizione di professionalità tecniche da parte dei migranti per favorirne l’inserimento lavorativo;
  5. restituire uno spazio alla collettività, attraverso l’attivazione di servizi destinati all’intera cittadinanza.

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Per perseguire i diversi obiettivi individuati si è deciso di mettere in campo differenti attività: alcune di supporto ai migranti, alcune all’interno di un percorso con la cittadinanza e le istituzioni e altre relative alla progettazione specifica degli interventi di autorecupero.

Le occasioni di incontro con i migranti sono numerose: accanto ad un corso di italiano (tutt’ora in corso), vengono periodicamente organizzate attività di cineforum, laboratori di autocostruzione e di artigianato, giornate di sistemazione e recupero di parti della struttura, cene e pranzi conviviali.

Parallelamente a queste attività, è stato avviato un percorso con le istituzioni, volto a strutturare il vero e proprio progetto di autorecupero, che ha portato finora all’approvazione da parte del Comune di Bari, della Regione Puglia, dello I.A.C.P. Bari, della Formedil – Bari e del Politecnico di Bari di un Protocollo d’Intesa che a breve verrà sottoscritto.

Infine un gruppo di progetto di Ingegneria Senza Frontiere – Bari si affiancherà al team tecnico costituito tra gli enti coinvolti, che si occuperà della fase di definizione e progettazione architettonica.

L’esperienza del “Socrate” è forse un’iniziativa unica nel panorama nazionale, e può rappresentare una risposta valida e alternativa al problema del disagio abitativo, che riguarda tanto i migranti quanto le numerose famiglie che quotidianamente sono obbligate a confrontarsi con il problema del non avere una casa.

In quest’ottica si spera che la buona riuscita dell’iniziativa possa diventare un esempio di buona pratica di coinvolgimento degli abitanti nell’acquisizione del diritto alla casa, attraverso lo sviluppo di un nuovo modello di “welfare attivo” basato sul rapporto cooperativo tra i cittandini e le istituzioni, partendo dalla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.

Noi in questo ci crediamo! E voi?